Cinque secoli di storia

La Storia di Palazzo Sambiasi

Dall'antica Lupiae dei Messapi al riconoscimento del Ministero: conque secoli di storia stratificati in un'unica dimora.

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Sotto questo giardino, l'antica Lupiae

Su queste mura, tre blasoni nobiliari.

-V SEC. A.C.

EPOCA MESSAPICA

Prima del palazzo, Lupiae

Il giardino affaccia sul retro del Convitto Palmieri, il cui parco custodisce preziose vestigia messapiche dell'antica Lupiae: una stratificazione che va dall'epoca messapica al Rinascimento.

Il parco del Convitto Palmieri, testimonianze dell'antica Lupiae
Il parco del Convitto Palmieri, testimonianze dell'antica Lupiae
XVI SECOLO

IL RINASCIMENTO

La mano di dell'Acaya

La famiglia Sambiasi erige la dimora. Il portale bugnato a pieno centro — tra i più riusciti della città, bugne a cuscino alternate a blocchi a punta di diamante — testimonia la probabile mano di Giangiacomo dell'Acaya, l'architetto militare che ridisegnò il Castello di Lecce. Nascono le volte a stella del piano terra e le scuderie con lo stemma di famiglia in chiave di volta.

Il portale bugnato, bugne a cuscino e punta di diamante
Il portale bugnato, bugne a cuscino e punta di diamante
XVIII SECOLO

Il Settecento

Manieri firma il palazzo

Emanuele Manieri rimaneggia l'androne — volta a botte ribassata con unghie, sagomature rococò delle porte — e affaccia sul loggiato della corte il celebre balcone a petto d'oca in ferro battuto: la transizione dal tardo barocco al gusto neoclassico, in una sola dimora.

Il balcone a petto d'oca sul loggiato interno
Il balcone a petto d'oca sul loggiato interno
XIX SECOLO

Le due famiglie

Sambiasi, Foscarini

Il palazzo passa attraverso due casate nobiliari leccesi, che lasciano i loro stemmi sulle mura: sulle scuderie il blasone Sambiasi, sullo scalone d'onore quello dei Conti Montefusco.

Lo scalone d'onore con lo stemma dei Conti Montefusco
Lo scalone d'onore con lo stemma dei Conti Montefusco
1987 D.M. 24/03

La tutela

Bene di interesse storico-artistico

Con Decreto Ministeriale del 24 marzo 1987 il palazzo è riconosciuto bene di interesse storico-artistico: un vincolo che non è un limite ma una garanzia — ogni intervento futuro passerà per la Soprintendenza.

Il frontespizio del decreto di vincolo ministeriale
Il frontespizio del decreto di vincolo ministeriale
Oggi 2026

Una nuova vita

Famiglia Montefusco

Il piano nobile ha ospitato negli ultimi anni un B&B di successo, la sala nobiliare un ristorante di alto livello. Per la prima volta in cinque secoli, il palazzo apre le sue porte a nuovi custodi: le residenze sono in vendita.

Il giardino oggi, tra limoni e araucaria
Il giardino oggi, tra limoni e araucaria

L'araldica

Tre blasoni, una dimora

Sambiasi

d'argento alla punta abbassata d'azzurro, con lambello di 5 pendenti

Il blasone originale del ramo leccese, scolpito nella chiave di volta delle scuderie. Riconosciuto dal Ministero per i Beni Culturali.

Foscarini

antica stirpe patrizia veneziana

La casata che acquistò il palazzo nel 1884, discendente della Repubblica di Venezia e del Doge Marco Foscarini. Qui nacque Rodolfo Foscarini, medico eroe della Grande Guerra.

Montefusco

stemma araldico dei Conti

Il loro stemma sormonta lo scalone d'onore che dall'androne sale al piano nobile, testimonianza dell'ultima famiglia della dimora.

Il lessico della pietra

Le parole per capirlo

Un piccolo glossario illustrato: i termini che incontrerai nel dossier, spiegati con le immagini del palazzo.

Bugnato
BUGNE A CUSCINO DEL PORTALE

Bugnato

da bugna, "protuberanza"

Il rivestimento a blocchi sporgenti del portale: bugne a cuscino alternate a blocchi a punta di diamante scandiscono piedritti e archivolto.

Volta a stella
VOLTA A STELLA DAL BASSO, SIMMETRIA CENTRALE

Volta a stella

architettura cinquecentesca salentina

Le nervature in pietra leccese che si incrociano a disegnare una stella: coronano le residenze del piano terra e la sala nobiliare, fino a 4 metri sotto chiave.

Petto d'oca
Dettaglio del ferro battuto del balcone a petto d'oca

Petto d'oca

balcone bombato in ferro battuto

La ringhiera che si gonfia come il petto di un'oca: il capolavoro settecentesco attribuito al Manieri che domina il loggiato della corte interna.

Il prossimo capitolo

La storia continua con chi la abiterà.

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